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Programmazione, continuità e sicurezza degli approvvigionamenti

Un piano pluriennale della filiera biomassa consente di programmare nel tempo la produzione, la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e il conferimento delle matrici destinate agli impianti biogas, biometano e di produzione energetica.

SILLA affianca aziende agricole, gestori di impianti, cooperative e imprese agroindustriali nella costruzione di una filiera stabile, organizzata e coerente con il fabbisogno energetico dell’impianto.

L’obiettivo è garantire disponibilità costante delle biomasse, qualità delle matrici e controllo dei costi logistici, riducendo il rischio di carenze, inefficienze e interruzioni operative.

Perché predisporre un piano pluriennale

La continuità di alimentazione è uno degli elementi più importanti per il corretto funzionamento di un impianto biogas o biometano.

Una programmazione limitata alla singola stagione può rendere più difficile gestire:

  • variazioni delle rese agricole;
  • disponibilità delle matrici;
  • oscillazioni dei costi;
  • distanze di approvvigionamento;
  • capacità di stoccaggio;
  • eventi climatici sfavorevoli;
  • indisponibilità temporanea dei fornitori;
  • esigenze agronomiche delle aziende coinvolte.

Il piano pluriennale permette di organizzare la filiera su un orizzonte temporale più ampio, individuando fonti di approvvigionamento alternative e programmando in anticipo le principali attività.

A chi si rivolge

Il servizio è rivolto a:

  • aziende agricole;
  • allevamenti;
  • cooperative agricole;
  • consorzi;
  • gestori di impianti biogas;
  • produttori di biometano;
  • imprese agroindustriali;
  • sviluppatori di progetti energetici;
  • aziende con disponibilità di sottoprodotti;
  • soggetti interessati alla valorizzazione energetica delle biomasse.

Analisi del fabbisogno dell’impianto

La predisposizione del piano parte dalla valutazione delle caratteristiche tecniche dell’impianto e del relativo fabbisogno.

L’analisi può considerare:

  • quantità giornaliera e annuale di biomassa;
  • tipologia delle matrici richieste;
  • potenziale energetico;
  • percentuali di miscelazione;
  • stagionalità;
  • caratteristiche fisiche e biologiche;
  • frequenza di alimentazione;
  • capacità di ricezione;
  • eventuali vincoli autorizzativi;
  • obiettivi produttivi dell’impianto.

Questi dati consentono di definire il volume complessivo delle risorse necessarie e la loro distribuzione durante l’anno.

Individuazione delle biomasse disponibili

SILLA analizza le risorse presenti nell’azienda e nel territorio di riferimento.

Le matrici possono comprendere:

  • colture agricole;
  • insilati;
  • residui colturali;
  • effluenti zootecnici;
  • letame e liquami;
  • sottoprodotti agricoli;
  • sottoprodotti agroindustriali;
  • scarti ortofrutticoli;
  • residui della filiera cerealicola;
  • sottoprodotti lattiero-caseari;
  • vinacce e residui vitivinicoli;
  • altre matrici organiche idonee.

Per ogni biomassa vengono valutate quantità, continuità, caratteristiche qualitative, periodo di disponibilità e distanza dall’impianto.

Pianificazione delle coltivazioni

Quando la filiera comprende colture agricole, il piano pluriennale può definire:

  • superfici da destinare alle diverse colture;
  • rotazioni agronomiche;
  • periodi di semina;
  • operazioni colturali;
  • calendari di raccolta;
  • rese previste;
  • mezzi e attrezzature necessari;
  • fabbisogni irrigui;
  • modalità di conservazione;
  • eventuali colture alternative.

La programmazione deve conciliare le esigenze dell’impianto con la fertilità del terreno, la sostenibilità agronomica e la continuità dell’attività agricola.

Organizzazione della raccolta

Il piano individua le lavorazioni necessarie per raccogliere le biomasse nei periodi più adatti.

Le attività possono comprendere:

  • trinciatura;
  • raccolta dei foraggi;
  • caricamento;
  • movimentazione;
  • raccolta dei residui;
  • gestione dei sottoprodotti;
  • organizzazione delle squadre;
  • coordinamento dei mezzi;
  • definizione delle priorità operative.

Una raccolta ben pianificata contribuisce a preservare la qualità del materiale e a ridurre le perdite.

Trasporto e logistica

La logistica viene organizzata in funzione delle quantità, delle distanze e della capacità giornaliera di ricezione dell’impianto.

Il piano può includere:

  • individuazione dei punti di raccolta;
  • definizione dei percorsi;
  • numero e tipologia dei mezzi;
  • frequenza dei trasporti;
  • tempistiche di carico e scarico;
  • gestione dei picchi stagionali;
  • coordinamento tra fornitori;
  • eventuali aree intermedie di deposito;
  • previsione dei costi logistici.

L’obiettivo è garantire continuità senza creare congestioni o eccessivi tempi di attesa.

Stoccaggio e conservazione

La capacità di stoccaggio deve essere adeguata al fabbisogno annuale e alla stagionalità delle biomasse.

SILLA può contribuire alla pianificazione di:

  • trincee per insilati;
  • piazzali;
  • vasche di ricezione;
  • depositi coperti;
  • aree per sottoprodotti;
  • silos;
  • zone separate per tipologia di matrice;
  • spazi di manovra;
  • sistemi di protezione dagli agenti atmosferici;
  • modalità di controllo delle scorte.

Una corretta conservazione permette di mantenere più stabile la qualità del materiale nel tempo.

Programmazione dei conferimenti

Il piano definisce il calendario dei conferimenti all’impianto, tenendo conto di:

  • consumi giornalieri;
  • disponibilità delle scorte;
  • caratteristiche delle matrici;
  • tempi di miscelazione;
  • capacità di caricamento;
  • esigenze biologiche del digestore;
  • eventuali variazioni stagionali;
  • priorità di utilizzo;
  • matrici di riserva.

La programmazione può essere aggiornata periodicamente sulla base dei dati reali di produzione e consumo.

Gestione dei sottoprodotti

Per le matrici provenienti da aziende esterne o attività agroindustriali, il piano può comprendere:

  • individuazione dei fornitori;
  • verifica della disponibilità;
  • stima dei quantitativi;
  • pianificazione dei ritiri;
  • gestione della stagionalità;
  • organizzazione del trasporto;
  • coordinamento documentale;
  • controllo della qualità;
  • definizione di forniture alternative.

L’effettiva utilizzabilità dei sottoprodotti deve essere verificata in relazione alla normativa e alle autorizzazioni dell’impianto.

Gestione del digestato

Un piano completo considera anche l’uscita del processo: il digestato.

La programmazione può riguardare:

  • quantità prodotte;
  • capacità di stoccaggio;
  • separazione solido-liquido;
  • trasporto;
  • periodi di distribuzione;
  • terreni disponibili;
  • esigenze delle colture;
  • organizzazione dello spandimento;
  • interramento;
  • coordinamento con le aziende agricole.

Questo consente di collegare la produzione energetica con la restituzione di sostanza organica e nutrienti ai terreni.

Piano di continuità e gestione dei rischi

Il piano pluriennale può prevedere soluzioni alternative in caso di eventi imprevisti.

Tra i principali aspetti da considerare:

  • riduzione delle rese;
  • eventi meteorologici;
  • indisponibilità di una matrice;
  • aumento dei costi di trasporto;
  • fermo di mezzi o attrezzature;
  • difficoltà di stoccaggio;
  • problemi di qualità;
  • variazioni normative;
  • interruzioni dei conferimenti;
  • necessità di reperire fornitori alternativi.

La presenza di più fonti di approvvigionamento riduce la dipendenza da una singola biomassa o da un unico fornitore.

Monitoraggio e aggiornamento

Il piano non deve essere considerato un documento statico.

SILLA può supportare il monitoraggio periodico di:

  • quantità raccolte;
  • rese effettive;
  • scorte disponibili;
  • consumi dell’impianto;
  • costi logistici;
  • qualità delle biomasse;
  • produttività energetica;
  • andamento dei conferimenti;
  • volumi di digestato;
  • scostamenti rispetto alle previsioni.

I dati raccolti consentono di aggiornare il programma e migliorare progressivamente l’efficienza della filiera.

Le attività SILLA

Analisi preliminare

Valutazione dell’impianto, del fabbisogno e delle risorse disponibili.

Mappatura delle biomasse

Individuazione delle matrici aziendali e territoriali potenzialmente utilizzabili.

Pianificazione agronomica

Definizione delle colture, delle superfici, delle rotazioni e dei periodi di raccolta.

Organizzazione logistica

Programmazione di mezzi, trasporti, conferimenti e stoccaggi.

Piano delle scorte

Definizione dei livelli minimi e delle riserve necessarie alla continuità operativa.

Gestione del digestato

Programmazione del trasporto, dello stoccaggio e della valorizzazione agronomica.

Monitoraggio della filiera

Verifica periodica dei risultati e aggiornamento del piano.

I vantaggi per l’azienda

Un piano pluriennale della filiera biomassa permette di:

  • garantire maggiore continuità di approvvigionamento;
  • ridurre il rischio di fermo dell’impianto;
  • programmare le lavorazioni agricole;
  • ottimizzare i trasporti;
  • controllare meglio i costi;
  • dimensionare correttamente gli stoccaggi;
  • diversificare le fonti di biomassa;
  • valorizzare sottoprodotti e residui;
  • migliorare la qualità delle matrici;
  • coordinare la gestione del digestato;
  • aumentare l’efficienza dell’intera filiera;
  • disporre di una programmazione aggiornata e verificabile.

Perché scegliere SILLA

SILLA combina esperienza nelle lavorazioni agricole, capacità logistica e conoscenza delle infrastrutture energetiche.

Questo consente di sviluppare un piano non soltanto teorico, ma basato sulle attività realmente necessarie alla gestione quotidiana della filiera.

I principali punti di forza sono:

  • conoscenza diretta del settore agricolo;
  • esperienza nella raccolta e nella movimentazione;
  • organizzazione dei trasporti;
  • gestione degli stoccaggi;
  • disponibilità di mezzi e attrezzature;
  • integrazione con impianti biogas e biometano;
  • supporto nella gestione del digestato;
  • programmazione adattata alle caratteristiche del territorio.

Richiedi un piano pluriennale personalizzato

Ogni filiera presenta caratteristiche differenti per tipologia di biomassa, superfici agricole, distanze, capacità di stoccaggio e fabbisogno dell’impianto.